Piovene Rocchette

CENNI STORICI

Piovene, il cui nome deriva probabilmente dall’abbondanza di acque (pluviae) del suo territorio, fu abitata fin dall’età del bronzo. Gli scavi, seguiti nella zona di Castel Manduca all’inizio del secolo scorso e i ritrovamenti fatti in occasione della costruzione del viadotto S. Agata negli anni ’70, testimoniano la presenza di antichi insediamenti paleoveneti. Questi luoghi, grazie alla favorevole posizione sopraelevata, assicuravano la difesa e il controllo del territorio e garantivano inoltre il riparo da fenomeni alluvionali. Che la posizione di Castel Manduca fosse strategica, è confermato dalla presenza di un castello in età successiva, probabilmente eretto già in epoca romana.

Dei reperti archeologici dell’età romana è visibile una testimonianza nella lapide sepolcrale dedicata alla madre da Papiria Massima, collocata nella piazza che da lei prende il nome. L’espansione dell’abitato avvenne verso sud per aggregazioni successive, con tipologie edilizie tipiche delle economie rurali, articolandosi nelle caratteristiche corti che rendono particolare la fisionomia delle zone più alte del paese vecchio.

La pista, che collegava gli antichi insediamenti pedemontani, determinò lo sviluppo urbanistico di Piovene. L’asse viario Est-Ovest divenne in seguito la via Maggiore (oggi via Libertà). Su questa si vennero ad affacciare, nel tempo, vari edifici di rilievo, tra cui la chiesa di S. Stefano, l’oratorio di S. Vito, la casa Verlato, il palazzino Fraccaroli, la villa Xilo e altri ancora, alcuni dei quali non più esistenti, come l’oratorio di S. Giacomo e la villa Benetti. Il vero centro dell’abitato un tempo era costituito dalla Piazzetta, incrocio della via Maggiore con la via che dalla pianura conduceva, attraverso la valle dell’Angelo, al Summano, meta di antichi pellegrinaggi pagani, secondo la tradizione  dedicato poi alla Vergine da S. Prosdocimo. Su questo secondo asse viario si collocava anche il Castel Pelluca, di cui resta traccia solo nella toponomastica, presso il quale si rifugiarono in epoca medievale i Levrena (fuoriusciti o forse coloni provenienti dall’Alsazia – Lorena), che diedero il nome alla vicina contrada.In epoca medievale Piovene venne a far parte del Comune di Vicenza fino al 1224, anno in cui si costituì Comune. Poi fu dominato dagli Ezzelini e successivamente dagli Scaligeri.

Nel 1404 passò alla Repubblica di Venezia, condividendone tutte le sorti fino al 1866 quando, dopo la III Guerra d’indipendenza, entrò a far parte del Regno d’Italia. Durante la I Guerra Mondiale, data la sua vicinanza alle zone interessate dagli eventi bellici, il paese fu più volte bombardato e la popolazione venne sfollata.

Ma già nel corso dell’Ottocento con gli insediamenti industriali, favoriti dalla forza motrice dell’acqua dell’Astico, fu la parte a nord, denominata Rocchette, ad essere interessata da una notevole espansione dell’abitato, che comportò lo spostamento delle funzioni di centro città, sminuendo l’importanza dell’antico nucleo per cui il paese ancor oggi risente del dualismo generatosi in seguito all’espansione industriale del secolo scorso.

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